{"id":1454,"date":"2021-11-23T16:19:56","date_gmt":"2021-11-23T15:19:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/?p=1454"},"modified":"2023-07-18T10:01:16","modified_gmt":"2023-07-18T08:01:16","slug":"sentenza-del-23-novembre-2021-n-2862-giudice-designato-dott-gianluigi-canali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/index.php\/2021\/11\/23\/sentenza-del-23-novembre-2021-n-2862-giudice-designato-dott-gianluigi-canali\/","title":{"rendered":"Sentenza del 23 novembre 2021, n. 2862 \u2013 Giudice designato: Dott. Gianluigi Canali"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1454?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1454?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div>\n<p>Il termine decadenziale per l\u2019esperimento\ndell\u2019azione revocatoria fallimentare \u2013 nel caso in cui alla domanda di\nconcordato preventivo faccia seguito la dichiarazione di fallimento \u2013 ai sensi\ndell\u2019art. 69-<em>bis, <\/em>secondo comma, l. fall. decorre dalla\ndata di pubblicazione della domanda di concordato nel registro delle imprese. La disciplina in questione non opera alcuna distinzione tra\nl\u2019ipotesi in cui la domanda di concordato preventivo venga poi omologata, e\nsegua comunque il fallimento, ovvero l\u2019ipotesi in cui la domanda di concordato\nsia invece rigettata, o rinunciata dall&#8217;istante stesso.&nbsp;Tuttavia,\nla retrodatazione non opera quando l\u2019insolvenza, posta alla base della\ndichiarazione di fallimento, non sia quella sussistente alla data del deposito\ndella domanda di concordato (conf. Cass. 9290\/2018). Tale circostanza si\nverifica quando, dopo che la domanda di concordato sia stata rinunciata o\nrespinta, l\u2019impresa continui a svolgere la propria attivit\u00e0 tipica e riesca a\nrecuperare la capacit\u00e0 di far fronte alle proprie obbligazioni. Pertanto, la\nsuccessiva dichiarazione di fallimento sarebbe fondata su di una successiva e\ndiversa insolvenza che nulla avrebbe a che vedere con l&#8217;insolvenza precedente.\n<\/p>\n\n\n\n<p>In tema di azione revocatoria\nfallimentare, l&#8217;estinzione di un&#8217;obbligazione da parte del debitore mediante la\ncessione di un bene di valore superiore al proprio debito costituisce una <em>datio\nin solutum<\/em>, qualificabile come mezzo anormale di pagamento e quindi\nrevocabile ai sensi dell&#8217;art. 67, primo comma, n. 2, l. fall.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso\ndi <em>datio in solutum<\/em>,il soccombente nell\u2019azione di revocatoria fallimentare \u00e8 tenuto a\nrestituire i beni oggetto dell\u2019atto inefficace oppure, qualora tali beni siano\nstati alienati a terzi, a corrisponderne l\u2019equivalente pecuniario, secondo il\nvalore che i beni avevano all\u2019atto della stipula. Ci\u00f2 premesso, nell\u2019ipotesi di esperimento dell&#8217;azione revocatoria nei\ncasi di cui al primo e secondo comma dell&#8217;art. 67 della l. fall., l&#8217;atto oggetto\ndella revocatoria \u00e8 originariamente valido ed efficace e, a seguito\ndell&#8217;accoglimento dell\u2019azione, diviene privo di effetti nei confronti della\nmassa fallimentare. In ragione della natura di azione costitutiva, avente ad\noggetto l&#8217;esercizio di un diritto potestativo e non di un diritto di credito,\nl&#8217;obbligazione restitutoria pecuniaria nascente dalla revocatoria stessa, in\ndipendenza della natura dell&#8217;atto revocato, non ha ad oggetto un debito di\nvalore, ma un debito di valuta. Ne consegue che gli interessi sulla somma da\nrestituire decorrono dalla domanda giudiziale e che il risarcimento del maggior\ndanno conseguente al ritardo con cui sia stata restituita la somma di denaro,\noggetto della revocatoria, \u00e8 dovuto solo ove l&#8217;attore alleghi specificamente\ntale danno e dimostri di averlo subito (conf. Cass. n. 887\/2006; Cass. n.\n12736\/2011; Cass. n. 12850\/2018).<\/p>\n\n\n\n<p><em>I principi sono stati espressi nel\ngiudizio promosso dalla curatela fallimentare, nei confronti del venditore, per\nottenere la revocatoria <\/em>ex<em> art.\n67, primo comma, n. 2, l. fall. della <\/em>datio in solutum<em> effettuata nell&#8217;anno\nanteriore alla procedura di concordato, successivamente dichiarata estinta. La\nparte convenuta aveva eccepito la non revocabilit\u00e0 dell\u2019atto ai sensi dell&#8217;art.\n69-<\/em>bis, <em>secondo comma, l. fall. e, altres\u00ec, che l&#8217;operazione commerciale\nposta in essere dovesse essere qualificata come regolare compravendita con\ncompensazione del prezzo e non come <\/em>datio in solutum.<em> &nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Tribunale giudicava ammissibile l&#8217;azione\nai sensi dell&#8217;art. 69-<\/em>bis, <em>secondo\ncomma, l. fall., atteso che l&#8217;originaria insolvenza, che aveva determinato la\ndichiarazione di fallimento, non era stata eliminata attraverso operazioni sul\ncapitale o facendo ricorso agli utili prodotti dall&#8217;attivit\u00e0 d&#8217;impresa, e che\nsiffatta insolvenza fosse gi\u00e0 esistente alla data di presentazione della\ndomanda di concordato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per altro verso, il Tribunale\nriteneva che la vendita e la successiva stipulazione dell&#8217;accordo compensativo costituissero,\ncongiuntamente considerati, una <\/em>datio in\nsolutum <em>e, dunque, in quanto mezzo anormale di pagamento, rilevava che la\nparte convenuta non aveva provato la non conoscenza dello stato di insolvenza, in\nquanto si era limitata ad affermare che il mancato pagamento fosse dovuto ad un\ndisguido momentaneo, ma non aveva, al riguardo, fornito elementi concreti di\nriscontro. A riprova della conoscenza dello stato di insolvenza, veniva dato rilievo\nalla circostanza per cui il ritardo del pagamento del debitore si era protratto\nper cinque mensilit\u00e0. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Tribunale revocava ai sensi\ndell\u2019art. 67, primo comma, l. fall. la vendita dei beni effettuata a favore\ndella convenuta e, poich\u00e9 detti beni non erano pi\u00f9 nella sua disponibilit\u00e0, la\ncondannava al pagamento della somma dovuta oltre interessi legali dalla domanda\nal saldo escludendo la rivalutazione, poich\u00e9 la parte istante non aveva\nallegato la sussistenza del maggior danno <\/em>ex <em>art. 1224, secondo comma, c.c.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Sent.-23.11.2021-n.-2862.pdf\">Sent. 23.11.2021 n. 2862<\/a><a href=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Sent.-23.11.2021-n.-2862.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download>Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<p>(Massima a cura di Simona Becchetti)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il termine decadenziale per l\u2019esperimento dell\u2019azione revocatoria fallimentare \u2013 nel caso in cui alla domanda di concordato preventivo faccia seguito la dichiarazione di fallimento \u2013 ai sensi dell\u2019art. 69-bis, secondo comma, l. fall. decorre dalla data di pubblicazione della domanda di concordato nel registro delle imprese. 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