{"id":1073,"date":"2020-04-30T18:57:09","date_gmt":"2020-04-30T16:57:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/?p=1073"},"modified":"2023-07-18T10:10:05","modified_gmt":"2023-07-18T08:10:05","slug":"sentenza-del-30-aprile-2020-presidente-dott-raffaele-del-porto-giudice-relatore-dott-davide-scaffidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/index.php\/2020\/04\/30\/sentenza-del-30-aprile-2020-presidente-dott-raffaele-del-porto-giudice-relatore-dott-davide-scaffidi\/","title":{"rendered":"Sentenza del 30 aprile 2020 \u2013 Presidente: Dott. Raffaele Del Porto \u2013 Giudice relatore: Dott. Davide Scaffidi"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1073?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1073?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le azioni di responsabilit\u00e0 nei confronti degli amministratori di una societ\u00e0 di capitali previste dagli artt. 2393 c.c. e 2394 c.c. (o, per la s.r.l., artt. 2476, co. 3, e 2476, co. 6, c.c.), pur essendo tra loro distinte, in caso di fallimento dell\u2019ente, confluiscono nell\u2019unica azione di responsabilit\u00e0, esercitabile, previa autorizzazione del giudice delegato, esclusivamente da parte del curatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In punto di prescrizione, la disciplina applicabile a detta azione si atteggia in modo differente a seconda dei presupposti operativi evocati: pur essendo comunque quinquennale il termine prescrizionale dell\u2019azione di responsabilit\u00e0&nbsp;<em>ex<\/em>&nbsp;art. 146 l. fall., il&nbsp;<em>dies a quo<\/em>&nbsp;\u00e8 differente a seconda che il curatore abbia agito con la legittimazione processuale&nbsp;<em>ex<\/em>&nbsp;art. 146 l. fall. nell\u2019esercizio: a) dell\u2019azione sociale di responsabilit\u00e0, oppure b) dell\u2019azione di responsabilit\u00e0 esperibile da parte dei creditori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tal senso, il termine di prescrizione decorrer\u00e0 quindi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">a) per l\u2019azione sociale, dal momento in cui, per effetto dell\u2019inadempimento degli obblighi degli amministratori e dei sindaci, si verifichi il danno alla societ\u00e0; il&nbsp;<em>dies a quo<\/em>, pertanto, pu\u00f2 essere posteriore non solo a quello in cui si sia verificato l\u2019inadempimento, ma anche a quello in cui amministratori e sindaci siano cessati dalla carica (ferma la sospensione del termine, quanto agli amministratori, durante lo svolgimento dell\u2019incarico<em>&nbsp;ex<\/em>&nbsp;art. 2941, n. 7 c.c.);<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">b) per l\u2019azione dei creditori sociali, dal momento &#8211; che pu\u00f2 essere anteriore o coincidente con la dichiarazione del fallimento &#8211; in cui gli stessi siano stati in grado \u201c<em>di venire a conoscenza dello stato di grave e definitivo squilibrio patrimoniale della societ\u00e0<\/em>\u201d (conf. Cass. n. 9619\/2009, n. 20476\/2008, n. 941\/2005). In ragione dell\u2019onerosit\u00e0 della suddetta prova a carico del curatore, avente ad oggetto l\u2019oggettiva percepibilit\u00e0 dell\u2019insufficienza dell\u2019attivo a soddisfare i crediti sociali, sussiste una presunzione&nbsp;<em>iuris tantum<\/em>&nbsp;di coincidenza tra il&nbsp;<em>dies a quo<\/em>di decorrenza della prescrizione e la dichiarazione di fallimento, spettando all\u2019amministratore convenuto nel giudizio (che eccepisca la prescrizione dell\u2019azione di responsabilit\u00e0) dare la prova contraria della diversa data anteriore di insorgenza dello stato di incapienza patrimoniale (conf. Cass. n. 13378\/2014). La relativa prova, se \u00e8 vero che pu\u00f2 desumersi anche dal bilancio di esercizio (conf. Cass. n. 20476\/2008), deve pur sempre avere ad oggetto \u201c<em>fatti sintomatici di assoluta evidenza<\/em>&nbsp;(indicati da Cass. n. 8516\/2009 nella chiusura della sede sociale, nell\u2019assenza di cespiti suscettibili di esecuzione forzata, ecc.)<em>, nell\u2019ambito di una valutazione che \u00e8 riservata al giudice di merito e insindacabile in sede di legittimit\u00e0, se non per vizi motivazionali che la rendano del tutto illogica o lacunosa<\/em>\u201d (conf. Cass. n. 24715\/2015).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tema di azione di responsabilit\u00e0&nbsp;<em>ex<\/em>&nbsp;art. 146 l. fall., deve affermarsi la responsabilit\u00e0 degli amministratori laddove la curatela fallimentare-attrice abbia dato prova: a) della condotta illecita addebitata agli amministratori-convenuti consistente nell\u2019omesso tempestivo rilievo della perdita del capitale sociale, nell\u2019omessa adozione dei rimedi di cui all\u2019art. 2482-<em>ter<\/em>&nbsp;c.c. e nell\u2019indebita prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 d\u2019impresa, atteso che la perdita del capitale sociale doveva essere prontamente rilevata; b) delle conseguenze lesive di detta condotta consistenti nelle maggiori perdite accumulate per effetto della indebita prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0; nonch\u00e9&nbsp;c) del nesso eziologico sussistente tra l\u2019indebita prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 e le conseguenze patrimoniali negative subite dalla societ\u00e0 e dai creditori sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tema di azione di responsabilit\u00e0 esercitata dal curatore fallimentare, ai fini della liquidazione del danno \u00e8 necessario evidenziare che il pregiudizio arrecato alla societ\u00e0 e ai creditori sociali deve essere calcolato, in conformit\u00e0 all\u2019art. 2486 co. 3 c.c., come di recente modificato, attraverso il criterio dei cc.dd. \u201cnetti patrimoniali\u201d, ossia nella differenza tra il patrimonio netto alla data di cessazione della carica gestoria o a quella di apertura della procedura concorsuale, da un lato, ed il patrimonio netto alla data in cui si \u00e8 verificata la causa di scioglimento, dall\u2019altro, una volta detratti i costi sostenuti e da sostenere, secondo un criterio di normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La disciplina pi\u00f9 favorevole dettata dall\u2019art. 2392 c.c. per la responsabilit\u00e0 degli amministratori privi di specifiche deleghe (o funzioni) non pu\u00f2 trovare applicazione nei casi in cui sia contestata agli amministratori la violazione di doveri relativi alla corretta formazione del bilancio e agli adempimenti conseguenti, nonch\u00e9 l\u2019indebita prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 in assenza dei presupposti di legge, in danno della societ\u00e0 e dei creditori sociali. Tale disciplina, essenzialmente diretta a limitare la responsabilit\u00e0 degli amministratori cc.dd. non operativi (cio\u00e8 privi di delege) in relazione al compimento di atti gestori dannosi, non pu\u00f2 difatti mandare esente da responsabilit\u00e0 l\u2019amministratore che, sebbene estraneo alle specifiche attivit\u00e0 gestorie, non pu\u00f2 non partecipare, con piena consapevolezza e conseguenti responsabilit\u00e0, all\u2019adempimento fondamentale rappresentato dalla redazione del bilancio di esercizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Principi espressi nel giudizio promosso dal curatore fallimentare di una societ\u00e0 a responsabilit\u00e0 limitata&nbsp;<\/em>ex<em>&nbsp;art. 146 l. fall. nei confronti dei componenti del consiglio di amministrazione della societ\u00e0, poi fallita, a fronte del compimento di atti di&nbsp;<\/em>mala gestio<em>, consistenti nell\u2019aver redatto i bilanci in modo non corretto o non veritiero, nell\u2019aver occultato dolosamente l\u2019erosione del capitale sociale, nell\u2019aver omesso di adottare i provvedimenti di cui all\u2019art. 2447 c.c. e nell\u2019aver indebitamente proseguito l\u2019attivit\u00e0 di impresa, aggravando il&nbsp;<\/em>deficit<em>&nbsp;patrimoniale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Sent.-30.4.2020.pdf\">Sent. 30.4.2020<\/a><a href=\"https:\/\/www.obgc.unibs.it\/osservatorio\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Sent.-30.4.2020.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download>Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Massima a cura di Marika Lombardi)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le azioni di responsabilit\u00e0 nei confronti degli amministratori di una societ\u00e0 di capitali previste dagli artt. 2393 c.c. e 2394 c.c. 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